La vicenda del Palazzo Ducale di Piedimonte Matese, negli ultimi mesi, ha assunto contorni davvero farseschi. Una vera e propria commedia scarpettiana, grazie alle infelici “interpretazioni” degli attori e delle comparse istituzionali coinvolte.

Tento di riassumere, per quanto possibile, gli avvenimenti degli ultimi cinque mesi. Tuttavia, debbo informarvi, sin d’ora, che questo post non sarà affatto breve.

Ma andiamo per gradi e facciamo un passo indietro al 24 ottobre 2019, quando si è tenuto il “tavolo tecnico” presso il municipio.

Ne ho già discusso nel dettaglio nei miei precedenti interventi (del 24/10 e del 25/11). In questa sede mi preme sottolineare, nuovamente, la tempistica dei provvedimenti.

Nel mio post del 25 novembre, avevo portato l’attenzione sulla stranezza della tempestiva emanazione (meno di 24 ore dopo la riunione sopra menzionata) del provvedimento di chiusura al transito dell’area antistante allo storico edificio da parte del responsabile del Settore comunale di Vigilanza, reg. Serv. n. 78/2019 del 25 ottobre 2019 (Chiusura via San Marcellino ed accesso pedonale per piazzetta Santa Maria la Vecchia. Interventi in materia di viabilità e sicurezza stradale).

Ebbene, oggi ho le prove che quanto ipotizzavo non era affatto peregrino. Ma andiamo con ordine.

“Attore 1”: Provincia di Caserta

Come già segnalato nei miei precedenti interventi, durante il tavolo tecnico nulla aveva lasciato presagire ad un pericolo di crollo imminente del Palazzo. Tutti i convenuti notavano, altresì, la continua insistenza dei tecnici provinciali nel porre interrogativi sull’effettiva volontà da parte della Soprintendenza (di cui era presente il funzionario delegato) di realizzare l’intervento di messa in sicurezza delle coperture con i fondi ministeriali, che avrebbe bloccato – definitivamente – la possibilità da parte della Provincia di Caserta di alienare l’immobile.

Qual era l’unica carta da poter giocare per bloccare l’intervento? Ovviamente, dichiarare ipso facto un pericolo per la pubblica incolumità.

La riunione del tavolo tecnico, conclusasi alle 13:40 del 24 ottobre, provocava subito uno strascico. Infatti, giusto il tempo di rientrare nella sede provinciale ed il responsabile dell’Ufficio tecnico inviava, alle ore 17:43, la nota prot. n. 0037825 del 24/10/2019, al Sindaco di Piedimonte, e p.c. al Presidente della Provincia e al Segretario Generale della Provincia di Caserta, con la quale «in considerazione degli esiti della riunione emarginata, e per le motivazioni ivi espresse, si rappresenta alla S.V. la necessità di procedere, con ogni consentita urgenza, all’interdizione della circolazione veicolare e pedonale del tratto via San Marcellino, antistante l’immobile di che trattasi».

Niente di più infondato!

Nel corso della riunione MAI era emersa questa evidenza ed esigenza. E ricordo che alla stessa erano presenti anche il Sindaco, numerosi amministratori cittadini, due consiglieri provinciali, una delegazione regionale, rappresentanti del Parco regionale del Matese e delle Associazioni culturali locali, lo stesso responsabile del Settore comunale di Vigilanza, nonché un mio delegato. Questo non potrà essere smentito da nessuno, poiché tutti i convenuti potranno ricordare e confermare.

Il giorno successivo, quindi, il responsabile del Settore comunale di Vigilanza si vedeva costretto ad emanare l’ordinanza reg. Serv. n. 78/2019, sopra richiamata.

Ho chiesto una nota informativa all’Ufficio Tecnico della Provincia con PEC del 18 dicembre 2019, relativamente alle “motivazioni” alla base della nota del 24 ottobre sopra richiamata. Ovviamente, dopo oltre due mesi e mezzo, non ho ricevuto alcuna risposta! Ma le maggiori titubanze nascono dal fatto che la nota provinciale del 24 ottobre non è stata in alcun modo richiamata nei successivi atti emanati dal Comune di Piedimonte Matese. Che stranezza…

“Attore 2”: Comune di Piedimonte Matese

In seguito a quanto verificatosi, il 4 novembre 2019 ho inviato una PEC al suddetto Responsabile del Settore Vigilanza per ottenere una nota informativa urgente sull’emanazione dell’ordinanza, sulla relazione del sopralluogo effettuato, sulla documentazione connessa e sulla comunicazione della stessa ai proprietari dell’immobile (Provincia di Caserta ed Eredi Gaetani) e agli organi di tutela (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento).

La risposta mi è giunta il 10 dicembre, nella quale è scritto: «in riscontro alla Vs. missiva di pari oggetto, si comunica che il Palazzo Ducale di Piedimonte Matese è stato oggetto di Procedimento penale n. 3222/18 R.G. mod.45  n. R.Sez. dr. Giacomo Urbano; pertanto per eventuali richieste degli atti dovrà essere inoltrata istanza al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere».

Trentasei giorni per ottenere questa risposta. Trentasei!

Un procedimento penale in corso, quindi. Credo si tratti di quello annunciato alla fine del 2018 dai miei colleghi del Movimento Cinque Stelle, Vilma Moronese e Vincenzo Viglione, relativo al mancato utilizzo da parte della Provincia dei 2,5 milioni di euro di fondi regionali assegnati nel 2014. Staremo a vedere.

Tuttavia, prima della risposta alla mia PEC, qualcosa di nuovo era accaduto.

Prestate sempre attenzione alla cronologia. Il 4 novembre scrivo al Comune per ottenere, tra l’altro, la copia della relazione del sopralluogo e la documentazione connessa (vale a dire le relazioni tecniche). Ovviamente, la mia richiesta provoca un altro colpo di scena.

Il 6 novembre, due giorni dopo, alle ore 11:51 lo stesso responsabile chiede al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di intervenire prontamente per un (altro?) distacco di calcinacci dal Palazzo Ducale, che avrebbe potuto minacciare la pubblica incolumità.

I VV.FF. intervengono prontamente. Alle ore 12:00 sono sul posto, dove si trattengono fino alle 12:20, redigendo un verbale (trasmessomi con nota prot. dipvvf.COM-CE.REGISTRO UFFICIALE.U.0001019.21-01-2020.h.10:28) nel quale si attesta il «Dissesto statico di elementi costruttivi» a causa della «vetustà», necessitando «urgenti lavori di messa in sicurezza del fabbricato».  A tal fine, si provvedeva a chiudere l’area antistante con nastro segnaletico, demandando ai Vigili Urbani presenti l’apposizione di idoneo transennamento con barriere metalliche. Prescrizione che, successivamente, è stata messa in pratica.

A questo punto sarebbe stato ovvio pensare: considerato che il palazzo presenta evidenti segni di distacco strutturale, come dichiarato dai Vigili del Fuoco, io Comune cosa debbo fare? Scrivo seduta stante ai proprietari (Provincia di Caserta ed Eredi Gaetani) per segnalare la situazione e intimare la messa in sicurezza dell’immobile.

Ebbene, per emanare un’ordinanza, il Comune ha impiegato ben 27 giorni!

Infatti, il 3 dicembre, il responsabile del Settore Ambiente e Territorio, con Ordinanza n. 7/T.A. 03.12.2019, richiamando il verbale dei Vigili del Fuoco (ma guarda un po’…), scrive: «Rilevato che tale situazione costituisce un costante pericolo per la pubblica e privata incolumità. Pertanto si rende necessario la immediata messa in sicurezza di detto immobile, a salvaguardia della pubblica e privata incolumità» […] «Ordina al Presidente pro tempore della Provincia di Caserta Sig. Magliocca Giorgio, di provvedere ad horas, alla messa in sicurezza dell’immobile sito in Piedimonte Matese alla via San Marcellino n° 9 e dell’adozione di tutti i provvedimenti finalizzati alla tutela della privata e pubblica incolumità con l’avvertimento che in caso di inadempienza, si procederà a norma di legge, fatto salvo sin d’ora ogni altro ulteriore provvedimento ai sensi si legge».

Il 3 dicembre 2019 il Comune fa la voce grossa. E poi? Oggi è il 3 marzo 2020. Sono passati 90 giorni, pari a 2.160 ore. Qualcuno ha notizie sull’applicazione di tale ordinanza? Attendiamo lumi.

Ovviamente, potevo esimermi dallo scrivere pure al Responsabile del Settore Ambiente e Territorio? Certo che no!

Difatti, il 22 gennaio 2020 ho inviato una PEC con la quale chiedevo informazioni dettagliate sull’emanazione dell’ordinanza del Settore Vigilanza, sopra richiamata, sulla comunicazione della stessa ai proprietari dell’immobile (Provincia di Caserta ed Eredi Gaetani) e agli organi di tutela (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento), copie della relazione del sopralluogo effettuato, della documentazione connessa, di tutte le comunicazioni inviate ai destinatari di cui sopra, dell’ordinanza del Comune di Piedimonte Matese – Settore Ambiente e Territorio n. 7/T del 03/12/2019, di tutta la documentazione connessa alla candidatura del progetto di restauro e valorizzazione del bene sul portale regionale i.Ter. Campania, nonché di atti relativi ad opere di manutenzione effettuate dal Comune sul bene, come previsto dalla convenzione stipulata con la Provincia di Caserta in data 30/01/2018, con cui lo stesso Comune si accollava i “relativi oneri manutentivi” (Nota del Sindaco di Piedimonte Matese, acquisita dalla Provincia di Caserta il 02/05/2018, prot. n. 0029156, allegata alla convenzione).

Ma, com’era prevedibile, a distanza di 40 giorni, in barba alle disposizioni previste dalla legge L. 241/90 e ss.mm.ii. sugli atti amministrativi, non ho ricevuto alcuna risposta!

Il responsabile pro tempore, raggiunto telefonicamente, non solo si è infastidito perché alla seconda telefonata ha dichiarato che stavamo mettendo “sotto pressione” il personale del suo ufficio, ma ha asserito che la pratica era in carico al Settore Lavori Pubblici, non volendo assumersi alcuna responsabilità sulla vicenda, considerato che già se ne prendeva troppe in relazione ai “soli 500 euro d’indennità percepiti”. Tuttavia, aveva dimenticato che la firma sotto quell’ordinanza del 3 dicembre l’aveva apposta proprio lui…

Sulla scorta di tali affermazioni, il 6 febbraio 2020, ho inoltrato la stessa richiesta anche al Settore Lavori e Servizi Pubblici del Comune di Piedimonte Matese. Ad oggi, dopo 27 giorni, non ho ricevuto alcuna risposta! Il modus operandi, a quanto pare, è sempre lo stesso!

“Comparsa 1”: Regione Campania

Come ricorderete dal mio precedente post del 24 ottobre, al “tavolo tecnico” erano presenti anche due tecnici regionali in rappresentanza dell’assessore dimorante in loco, assente per altri impegni. Gli stessi si erano fatti carico di verificare la possibilità di finanziare ulteriori lavori di messa in sicurezza dello storico Palazzo, sulla base di una precisa “volontà” del membro della giunta regionale.

Ne avete più sentito parlare? Beh, se è la stessa volontà espressa pure per garantire il potenziamento a DEA I livello del locale ospedale civile – nelle ultime ore oggetto di “cure” pre-elettorali – penso di poter asserire che, anche nel caso del Palazzo Ducale, “il paziente è clinicamente morto”.

Tuttavia, per sagre e carnascialate varie la regione sta distribuendo mancette elettorali a pioggia. Quindi, mai mettere limiti alla Provvidenza. Mancano ancora tre mesi alla fine del mandato. Non si sa mai. 

“Attori 3-4”: Soprintendenza e Segretariato Regionale MiBACT

Il 13 gennaio 2020 ho inviato una PEC alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento chiedendo informazioni sullo stato della procedura, relativamente alla messa a gara dei lavori di manutenzione e messa in sicurezza delle coperture per la parte di proprietà della Provincia di Caserta, finanziati con D.M. 15/02/2019 per un importo di euro 500.000,00, in considerazione della data di conclusione dei lavori che, nelle note prot. n. MIBAC_SABAP-CE|15/10/2019|0014442-P del 15 ottobre 2019 e prot. n. MIBAC_SABAP-CE|23/10/2019|0015033-P del 23 ottobre 2019, era prevista per il 01/10/2020.

È stato l’inizio di un’altra incredibile vicenda.

La Soprintendenza mi risponde con nota prot. n. MIBACT_SABAP-CE|03/02/2020|0001595-P del 3 febbraio 2020 con la quale mi informa che tutta la documentazione ed i relativi progetti di messa in sicurezza del Palazzo Ducale erano stati trasmessi al Segretariato Regionale per la Campania, che avrebbe avuto l’onere di mettere a gara i lavori.

Tre giorni dopo, il 6 febbraio 2020, scrivo al Segretariato regionale per sapere quando sarà avviata la procedura.

Altro colpo di scena.

Il 13 febbraio 2020, il Segretario risponde alla mia richiesta, scrivendomi: «In esito alla mail che si riscontra, si comunica che lo scrivente Segretariato Regionale, con nota prot. 942 dell’11.02.2020 che si allega, ha restituito l’intero incartamento relativo al Palazzo Ducale in argomento alla Soprintendenza ABAP di Caserta e Benevento poiché i fondi relativi all’intervento sono stati accreditati direttamente al suddetto Istituto.

Pertanto, visto quanto stabilito dall’articolo 3, comma 1, lett. f, del Codice dei Contratti, questo Segretariato Regionale non avendo la disponibilità di cassa relativa all’intervento in argomento non è nelle condizioni di poter svolgere le funzioni di stazione appaltante».

Ma non finisce qui.

In data odierna, dopo aver contattato la Soprintendenza per le vie brevi, ho ricevuto notizie sulla richiesta inoltrata alla Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, con nota prot. n. MIBACT_SABAP-CE|24/02/2020|0002815-P del 24 febbraio 2020, che dovrà decidere sulla competenza delle procedure di affidamento, ossia se l’appalto potrà essere gestito direttamente dalla stessa Soprintendenza o se sarà affidato al Segretariato regionale.

Un traguardo vicino?

Insomma, dopo le mie incessanti sollecitazioni, dovremmo essere quasi arrivati al termine di questa lunga vicenda. Ovviamente, ne avremo la certezza solo quando sarà emanato l’Avviso pubblico di gara.

Fatte salve la Soprintendenza ed il Segretariato regionale, che si sono mostrati sempre molto disponibili ad accogliere le mie istanze, a causa delle tante richieste inevase e risposte mai ottenute, ad un certo punto mi è addirittura sorto il dubbio che qualcuno stesse remando contro questo progetto di messa in sicurezza.

Mi farebbe davvero piacere se anche le Associazioni culturali locali, che da anni si spendono per la sopravvivenza del Palazzo Ducale, facessero sentire forte la propria voce, chiedendo pubblici chiarimenti sulla reale volontà delle istituzioni di salvare lo splendido edificio. Lo debbono più a voi che a me!

Io, intanto, continuerò a vigilare sull’iter procedurale, fino a quando non vedrò aprire il cantiere.

Statene certi!

Provincia di Caserta_nota prot. 0037825 del 24/10/2019

Comune di Piedimonte Matese – Settore Ambiente e Territorio, ordinanza n. 7/T del 03/12/2019, p. 1
Comune di Piedimonte Matese – Settore Ambiente e Territorio, ordinanza n. 7/T del 03/12/2019, p. 2
Verbale VV.FF. 06/11/2019, p. 1
Verbale VV.FF. 06/11/2019, p. 2
nota Soprintendenza ABAP_Ce-BN, 03/02/2020

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